Fedele Fenaroli e la trattatistica del XVIII secolo

Un importante appuntamento musicologico nel convegno SIdM a Milano

Nell’ambito del convegno patrocinato dalla Società Italiana di Musicologia e tenutosi a Milano il 29 e il 30 novembre 2024, la relazione di Massimo Salcito su Fedele Fenaroli. Un’occasione di rilievo per rinnovare l’attenzione della ricerca nazionale sulle composizioni del settecentesco musicista frentano.

Fenaroli al convegno della Società Italiana di Musicologia a Milano

Presso la Biblioteca del Conservatorio di Musica “Verdi” di Milano, nei giorni 29 e 30 novembre 2024, si è svolto il convegno nazionale dal titolo Ruolo, rilevanza e incidenza della trattatistica musicale italiana tra XIV e XVIII secolo nell’ambito degli studi musicologici, patrocinato dalla Società Italiana di Musicologia. Le due giornate di studi erano dedicate alla valorizzazione della trattatistica italiana dei secoli XIV – XVIII, nella consapevolezza di quanto essa sia fondamentale per lo studio e la conoscenza della musica in tutti i suoi aspetti (storici, estetici, retorici, stilistici, formali, analitici, iconografici, organologici).

Tra le numerose relazioni presentate, si è distinta quella del Prof. Massimo Salcito, docente di Clavicembalo e Tastiere Storiche presso il Conservatorio di Musica “Luisa D’Annunzio” di Pescara, e coordinatore del gruppo di lavoro che gestisce l’Enciclopedia Digitale Fedele Fenaroli.

La relazione di Massimo Salcito

L’intervento di Massimo Salcito riguardava l’opera del compositore abruzzese Fedele Fenaroli (1730-1818), protagonista assoluto della plurisecolare Scuola Napoletana, nei cui quattro Conservatori di Musica, dalla fine del XVI secolo fino a tutto il XVIII secolo, si sono formate decine di generazioni di musicisti partenopei e italiani. La relazione riusciva a cogliere soprattutto un aspetto fondamentale di quella Scuola, ossia la metodologia di correlazione tra competenza teorica, esercitazione pratica ed effettiva composizione musicale: originalità d’approccio che ha sempre costituito il vero valore aggiunto della tradizione musicale italiana.

La scuola napoletana tra teoria, pratica esecutiva e composizione. il V libro dei partimenti di Fedele Fenaroli e il manoscritto milanese delle fughe per cembalo

Il titolo ben spiega il senso dell’intervento di Massimo Salcito. La Scuola Napoletana, laboratorio di tradizione ed innovazione di plurisecolare importanza nel panorama musicale europeo, trova infatti nel sistema dei partimenti uno dei suoi strumenti più pratici ed innovativi nei campi della didattica, della pratica esecutiva e della composizione. 

Il manoscritto Fughe per Cembalo / Del Sig. D. Fedele Fenaroli (Biblioteca del Conservatorio “Verdi” di Milano, Fondo Noseda, NOSE_R_40_8), comprendente cinque sonate a più movimenti per violino e clavicembalo, è l’effettiva redazione pratica dei bassi di “Fughe” riportati nel V Libro del suo principale testo didattico, Partimenti ossia Bassi numerati

La relazione ha dimostrato come la suddetta raccolta di composizioni rappresenti un effettivo anello di congiunzione tra la coeva tradizione teorica e pratica ed una forma avanzata di composizione strutturata qual è la fuga. 

È stata infatti condotta una sistematica analisi dei bassi interessati del V Libro (“De’ temi, canoni, e fughe”, seconda sezione: numeri 1-5 del gruppo di dieci fughe precedenti le altrettante “Fughe nei tuoni cromatici”) e delle cinque sonate del manoscritto Noseda su indicato, in tre movimenti (largo, allegro e rondò). Ne è emersa l’assoluta identità dei bassi delle cinque sonate con gli altrettanti esercizi del V Libro, a dimostrazione dell’utilizzo di una particolare forma musicale, la partimento-fuga, testimonianza di un consolidato repertorio che va da Gaetano Greco (16571728) a Nicola Zingarelli (1752-1837). Tale forma risulta essere particolarmente funzionale al modello formale di sonata strumentale a tre voci tipica di Fenaroli, permettendo una efficace sintesi tra struttura armonica e sviluppo contrappuntistico. 

Tra le opzioni legate all’improvvisazione estemporanea, tipiche del partimento, e quelle invece appositamente pensate e composte a quattro o più parti, come le fughe vocali scritte (si pensi alle varie redazioni degli Studi di Contrappunto del maestro frentano), Fenaroli indica in tal modo una pratica via intermedia di realizzazione. 

Le reazioni dell’uditorio

Nel contraddittorio che è seguito alla relazione di Massimo Salcito, è emerso un vivo interesse da parte degli studiosi presenti all’originalità dell’approccio fenaroliano nel campo della composizione contrappuntistica. Si tratta di un ambito ancora oggi poco valorizzato nelle tematiche di ricerca nazionali, e che invece può vantare, specie in area napoletana, su una vasta e consolidata letteratura musicale, soprattutto tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo.

Al seguente link è possibile visionare l’intervento: https://www.youtube.com/watch?v=48F1YlLIdmU

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